(di Alberto DE LUCA)


(panorama Bisignano)

A Bisignano, nonostante le avversità, tutto va bene, ma quando gli eventi precipitano, non ci si può fare niente. Due luoghi comuni diffusi all’interno della comunità e nei quali c’è tutta la rassegnazione di un paese alla deriva.

Davanti agli eventi negativi, la risposta è sempre la stessa: “Tutto va bene”. Anche se si tratta di questioni delicate come quelle quotidianamente diffuse dalla cronaca giornalistica, ormai da qualche anno, c’è la tendenza a trascinare la polvere sotto il tappeto pur di salvaguardare l’immagine del paese.

Chi osserva dall’esterno anche le controversie politiche, ha la percezione che la “Causa Bisignanese” non funzioni perfettamente e lo stesso vale per altre questioni che spesso sono conseguenza di un clima esasperato e di una mancata programmazione decennale che ha lasciato il paese orfano di riforme importanti, mancando completamente l’appuntamento con le politiche di sviluppo.

In generale e superando anche i concetti “dell’ottimismo della volontà” e del “pessimismo dell’intelligenza”, proprio a causa del progressivo “regresso” delle condizioni di vita dei cittadini, sarebbe opportuno intraprendere, nell’attuale tessuto sociale bisignanese, un processo inverso a quello delineatosi negli ultimi anni.

Nonostante l’ottimismo istituzionale del “va tutto bene” o dell’accezione, ormai tanto diffusa, “del non possiamo farci niente”, è obbligatorio prendere atto di ciò che si è infranto all’interno della comunità bisignanese e riaffermare la volontà della non rassegnazione, dinanzi alle problematiche reali del territorio anche quando ciò dovesse richiedere grossi sacrifici.

A Bisignano, il tempo delle vecchie usanze è scaduto. Ogni tentativo di celare determinati “argomenti” dietro alla cruna di un ago, fa pensare a vecchi sistemi dove i “panni sporchi” si lavavano in famiglia e questo non è più accettabile anche a fronte delle tante vicissitudini che hanno segnato profondamente il pese e alle quali non si può più non rispondere con l’inconfutabile certezza della verità.

C’è bisogno di piedi piantati per terra, di essere veri e con spirito puro. Non c’è più spazio per le menzogne che tolgono ogni libertà. A Bisignano, per vivere, e non sopravvivere, c’è bisogno di ripristinare urgentemente i concetti di Autonomia e Libertà. Insegnare ai più giovani a uscire da un mondo che li tiene in ostaggio e sorvolare il presente con ali di Libertà per spingersi verso un futuro più sereno e privo d’inganni.

Tendere a un avvenire di consapevole legalità è il dovere delle nuove generazioni per non incorrere nelle conseguenze determinate dagli “orrori” che caratterizzano la società attuale. Senza la libertà, il potere annebbia gli uomini e il denaro fa tutto il resto. Nella storia è tutto annotato, per ciò, non è più tempo di delegare agli altri quello che i giovani devono obbligatoriamente realizzare anche a Bisignano. Bisogna smetterla con l’illegalità in tutte le sue forme poiché il benessere di un paese non si costruisce sul denaro dalla delinquenza organizzata, ma sulla ricchezza generata attraverso il Lavoro, l’Autonomia e la Libertà.