(di Mario GUIDO)

Nonostante la difficoltà economiche e finanziarie che mortificano, di questi tempi, la vita dei Comuni e degli Enti Locali in genere, la Giunta comunale di Bisignano, con le delibere n° 231 – 232 – 233 e 234 del 07/10/2014, ha deciso l’indizione della procedura concorsuale e gli indirizzi agli Uffici per l’approvazione del Bando di concorso per la selezione pubblica destinata alla copertura di n° 3 posti di “Istruttore Direttivo”, categoria giuridica ed economica D1 e di n° 1 posto di “Istruttore”, categoria giuridica ed economica C1.

La decisione di assumere nuovo personale discende dalla Programmazione triennale del fabbisogno di personale relativa agli anni 2014 – 2016 approvata dalla Giunta Comunale con atto n° 153 del 27.06.2014. Si tratta di un provvedimento politico-amministrativo di grande rilevanza, visto e considerato che, gli ultimi concorsi pubblici banditi dal Comune, per l’assunzione di personale, risalgono a oltre 25 anni fa.

Inoltre l’eventuale assunzione di personale, tramite pubblico concorso, nel rispetto della legge e della massima trasparenza, viene considerata una concreta speranza di occupazione da tanti giovani laureati disoccupati che affollano le piazze di Bisignano e dei centri piccoli e grandi della Calabria.

Occorre a questo punto, tenere anche conto delle giuste aspettative dei dipendenti comunali in servizio che, da moltissimi anni, si vedono preclusa ogni possibilità di progressione verticale nella loro carriera e che, all’assunzione di nuovo personale preferirebbero avanzamenti di carriera, anche per occupare i posti delle nuove figure professionali, previste dai futuri bandi di concorso.

Attualmente la pianta organica del comune di Bisignano è costituita da circa 50 unità, mentre nel 1990, quando era ancora sindaco, Carmelo Lo Giudice, i dipendenti comunali erano oltre un centinaio tanto da poter dire che quasi ogni famiglia di questo centro aveva un proprio componente impiegato al Comune!.


 

(di Ufficio Stampa Amministrazione Comunale)

Il sindaco f.f. Dott. Damiano Grispo ha scritto una lettera di congratulazioni a Franco Tortorella, neo responsabile della sede locale dell’Associazione Italiana Famiglie Vittime della Strada Di seguito il testo:

“Caro Franco, ho appreso, con alterni sentimenti, stante la terribile esperienza vissuta, ancora viva anche nella mente e nell’animo di ogni singolo concittadino, della tua nomina a Responsabile della sede locale dell’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada. Sono certo che, come già stai facendo, non mancherai di offrire alla città e agli associati, iniziative culturali sulla sicurezza stradale e per il rispetto della vita".

"Ti esprimo, a nome mio personale e di tutta la Giunta Municipale, sentimenti di viva felicitazione per il delicato incarico a cui sei stato chiamato. Questa Amministrazione, ormai da qualche anno sta organizzando, con te e le altre famiglie colpite da così immane dolore, l’appuntamento della terza domenica di novembre con il ricordo celebrativo delle vittime della strada".

"Per me e per questo esecutivo, la sicurezza stradale rappresenta una priorità assoluta. Nell’attesa di incontrarti per esprimerti personalmente l’impegno di questa Amministrazione a sostengo di ogni singola iniziativa che vorrai intraprendere, auspico una condivisa collaborazione per la difesa del diritto di vivere, anche attraverso sostenibili campagne di prevenzione”.


 

(di Mario GUIDO)

Nella seduta dell’8 ottobre 2014 il Consiglio di Amministrazione della Camera di Commercio di Cosenza ha elevato alla carica di vice presidente camerale, Francesco Rosa, già presidente della Confederazione Nazionale Artigianato e Piccole e Medie Imprese di Cosenza.

Ancora un importante riconoscimento per Francesco Rosa che, da piccolo imprenditore agroalimentare di Bisignano, è riuscito ad inserirsi nei piani alti di un ente come la Camera di Commercio di Cosenza che, dopo le difficili congiunture istituzionali che ha attraversato in questi ultimi anni, ha trovato, finalmente, nella presidenza di Klaus Algieri e nel rinnovato Consiglio di Amministrazione, la forza e l’occasione per un rilancio di cui gli imprenditori e i produttori dell’intera Provincia cosentina, avevano assoluto bisogno.

Approfittando dei suoi incarichi istituzionali, Francesco Rosa, ha realizzato un suo vecchio sogno, quello di rilanciare l’artigianato di eccellenza di Bisignano, rappresentato, a livello internazionale, dalla liuteria della dinastia De Bonis, attraverso la riscoperta di una Scuola di Liuteria intitolata, proprio, ai fratelli Nicola e Vincenzo De Bonis, i cui corsi triennali sono destinati a formare i nuovi liutai.

Alle iniziative avviate dal nuovo vice presidente della Camera di Commercio di Cosenza guarda, con interesse, oltre la stessa Camera di Commercio di Cosenza, la Federazione Nazionale dell’Artigianato e Piccole e Medie Imprese che considera opportunamente i risvolti positivi che queste sono destinate ad avere nei settori occupazionali.


 

Parte il programma per la realizzazione in Calabria della rete di nuova generazione in fibra ottica, che ha l’obiettivo di fornire connettività con banda ultralarga in 223 nuovi comuni. L'investimento complessivo è di oltre 100 milioni di Euro, di cui circa 63,5 milioni di finanziamento pubblico attraverso l’utilizzo di fondi pubblici europei e 36,6 milioni a carico di Telecom Italia.\r\n

Saranno circa 800 mila le unità immobiliari che saranno abilitate alla fornitura di servizi digitali innovativi con connessioni da 30 a 100 Megabit al secondo per circa 1 milione e 300 mila abitanti. Telecom Italia si è aggiudicata, infatti, il Bando per la Regione Calabria relativo alla concessione di un contributo ad un progetto di investimento per la realizzazione di nuove infrastrutture ottiche passive abilitanti alle reti NGAN (Next Generation Access Network), in grado di erogare servizi innovativi a cittadini, imprese e pubblica amministrazione.

Il piano è stato illustrato oggi dall’Assessore all’Urbanistica Governo del Territorio e Società dell’Informazione della Regione Calabria, Alfonso Dattolo, dal Responsabile Access Operations Area Sud di Telecom Italia, Fulvio Parente, e dall’Amministratore Delegato di Infratel Italia, Salvatore Lombardo.

In particolare, il progetto presentato da Telecom Italia prevede, entro il 2015, la copertura di 223 nuovi comuni, ossia i 155 già indicati dal Ministero dello Sviluppo Economico e da Infratel nel Bando di gara più altri 68 comuni, rivolgendosi a circa 1 milione e 300 mila abitanti. I comuni interessati potranno sfruttare, su tutte le aree coperte, collegamenti con tecnologia ultrabroadband con velocità da 30 fino a 100 Megabit al secondo, accelerando in questo modo l’accesso ai servizi digitali innovativi rivolti a cittadini, imprese e istituzioni locali.

Per raggiungere questo risultato verranno adeguate da Telecom Italia 359 centrali, che consentiranno così di abilitare circa 800 mila unità immobiliari a 30 Megabit al secondo e un migliaio di sedi della Pubblica Amministrazione, tra cui scuole e ospedali, a 100 Megabit al secondo.Telecom Italia, oltre a questo progetto cofinanziato dalla Regione Calabria, sta già realizzando infrastrutture e servizi di nuova generazione, in autonomia e con propri investimenti, a Catanzaro, Reggio Calabria, Cosenza e Lamezia Terme.

"Questa iniziativa ha l’obiettivo di contribuire ad accelerare i processi di digitalizzazione del Paese, coerentemente con gli obiettivi indicati dall’Agenda Digitale Europea" – ha dichiarato Fulvio Parente, Responsabile Access Operations Area Sud di Telecom Italia.

Si tratta di un progetto ambizioso che dimostra come, grazie alla partnership pubblico-privato e alla fattiva disponibilità degli Enti Locali coinvolti, sia possibile creare condizioni favorevoli alla realizzazione di reti di nuova generazione, anche nei comuni finora esclusi dai piani di infrastrutturazione di tutti gli Operatori”.

Alfonso Dattolo, Assessore all’Urbanistica Governo del Territorio e Società dell’Informazione della Regione Calabria non nasconde la sua soddisfazione: “Il grande progetto di un’autostrada digitale che attraversa l’intera Calabria diventa finalmente realtà".

Si tratta –continua Dattolo - di un intervento strategico per il futuro della regione, che non può continuare a vantare ritardi rispetto al resto del paese, ma merita di essere messa nelle condizioni di poter competere sullo stesso piano con le altre regioni. La banda larga ed ultra larga permetteranno infatti la diffusione e la fruizione di servizi digitali di base anche in territori isolati geograficamente, nel contempo potenzieranno quelli in aree territoriali strategiche nella regione, accelerando la crescita e l’innovazione delle attività economiche e della pubblica amministrazione, attraverso servizi di telecomunicazioni di alta qualità, stabilità e velocità".

I 223 Comuni:

Catanzaro

Amaroni, Badolato, Borgia, Botricello, Carlopoli, Chiaravalle Centrale, Cortale, Cropani, Curinga, Davoli,Decollatura, Falerna, Gimigliano, Girifalco, Gizzeria, Guardavalle, Maida, Montepaone, Nocera Terinese,Pentone, Petronà, Platania, San Pietro a Maida, San Pietro Apostolo, San Vito sullo Ionio, SantaCaterina dello Ionio, Sant'Andrea Apostolo dello Ionio, Satriano, Sellia Marina, Serrastretta, Sersale,Settingiano, Simeri Crichi, Soverato, Soveria Mannelli, Squillace, Stalettì, Taverna, Tiriolo, Vallefiorita.

Cosenza

Acquappesa, Acri, Altomonte, Amantea, Amendolara, Aprigliano, Belmonte Calabro, BelvedereMarittimo, Bisignano, Bocchigliero, Bonifati, Calopezzati, Campana, Cariati, Carolei, Casole Bruzio,Cassano all'Ionio, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Cerisano,Cetraro, Corigliano Calabro, Crosia, Diamante, Dipignano, Fagnano Castello, Falconara Albanese,Fiumefreddo Bruzio, Francavilla Marittima, Frascineto, Fuscaldo, Grisolia, Lago, Lattarico, Longobardi,Longobucco, Lungro, Luzzi, Malvito, Mandatoriccio, Marano Marchesato, Marano Principato, Mendicino,Montalto Uffugo, Montegiordano, Morano Calabro, Mormanno, Oriolo, Paola, Pedace, Praia a Mare,Rende, Rocca Imperiale, Roggiano Gravina, Rogliano, Rose, Roseto Capo Spulico, Rossano, Rovito, SanDemetrio Corone, San Fili, San Giovanni in Fiore, San Lorenzo del Vallo, San Lucido, San MarcoArgentano, San Nicola Arcella, San Pietro in Guarano, Santa Maria del Cedro, Santa Sofia d'Epiro,Sant'Agata di Esaro, Saracena, Scalea, Scigliano, Spezzano Albanese, Spezzano della Sila, Terranova daSibari, Torano Castello, Tortora, Trebisacce, Verbicaro, Villapiana.

Crotone

Belvedere di Spinello, Caccuri, Casabona, Cirò, Cirò Marina, Cotronei, Crotone, Crucoli, Cutro, Isola diCapo Rizzuto, Melissa, Mesoraca, Petilia Policastro, Rocca di Neto, Roccabernarda, San MauroMarchesato, Savelli, Scandale, Strongoli, Verzino.

Reggio Calabria

Africo, Anoia, Ardore, Bagnara Calabra, Benestare, Bianco, Bova Marina, Bovalino, Brancaleone, CampoCalabro, Cardeto, Caulonia, Cinquefrondi, Cittanova, Condofuri, Delianuova, Gerace, Giffone, GioiaTauro, Gioiosa Ionica, Grotteria, Laureana di Borrello, Locri, Mammola, Marina di Gioiosa Ionica,Melicucco, Melito di Porto Salvo, Molochio, Monasterace, Montebello Ionico, Motta San Giovanni,Oppido Mamertina, Palizzi, Palmi, Platì, Polistena, Rizziconi, Roccella Ionica, Rosarno, San Ferdinando,San Giorgio Morgeto, San Lorenzo, San Luca, Sant'Eufemia d'Aspromonte, Sant'Ilario dello Ionio, SantoStefano in Aspromonte, Scilla, Seminara, Siderno, Stilo, Taurianova, Villa San Giovanni.

Vibo Valentia

Acquaro, Briatico, Cessaniti, Dinami, Drapia, Fabrizia, Filadelfia, Filandari, Gerocarne, Ionadi, Joppolo,Limbadi, Mileto, Monterosso Calabro, Nicotera, Parghelia, Pizzo, Polia, Ricadi, Rombiolo, San Calogero,San Nicola da Crissa, Sant'Onofrio, Serra San Bruno, Soriano Calabro, Stefanaconi, Tropea, Vibo Valentia.


 

(di Mario GUIDO)

Gli eventi disastrosi che si sono ripetuti, in questi giorni, in Liguria e, in particolar modo a Genova, dovrebbero servire a sollecitare, ma in modo energico, i responsabili della cosa pubblica, a tutti i livelli, soprattutto in Calabria, terra disastrata per eccellenza, affinchè siano adottati i provvedimenti necessari per prevenire i disastri idrogeoloogici che sono, spesso e volentieri, annunciati da tempo.

A Bisignano, per esempio, un corso d’acqua sempre esistito nella zona a valle del centro storico, nei pressi del Campo Sportivo, attraversato da una serie di ponti, l’ultimo rifatto di recente con la spesa di decine e decine di migliaia di euro, risulta letteralmente scomparso!

Si tratta del Rio Seccagno, l’appellativo non deve trarre in incanno, perché alcuni decenni fa una sua piena ha inghiottito un contadino che si trovava ad attraversarlo a dorso del proprio asino. Attualmente, come dimostra la foto, il letto del fiumiciattolo e le sue rive, sono sparite, sommerse dalla vegetazione spontanea che confina con le abitazioni le cui aree di rispetto si confondono, spesso, con il terreno che, un tempo, costituiva il letto naturale del torrente.

In effetti, l’accaparramento di terreni demaniali da parte di privati che si trovano con i loro immobili a limite con il corso d’acqua e, soprattutto, lo sviluppo incontrollato della vegetazione spontanea, ha finito col trasformare completamente lo stato dei luoghi, rendendoli irriconoscibili.

Tuttavia, memori dei disastri verificatisi a Genova, dove insignificanti corsi d’acqua, magari tombati, a causa delle forti piogge, sono diventati, all’improvviso, mostri d’acqua capaci di distruggere tutto, le autorità competenti, cui è demandato l’onere di tutelare il territorio e l’ambiente, dovrebbero controllare il territorio attuando gli opportuni interventi di prevenzione.

Il corso d’acqua di riferimento, in caso di forti piogge, potrebbe essere destinato a raccogliere tutte le acque piovane provenienti dai vari crinali collinari esistenti nell’ambito del suo vasto bacino idrografico e diventare, così, un mostro di distruzione. Sarebbe necessario intervenire, al più presto, per ripristinare lo stato naturale delle cose, onde evitare i soliti disastri.


 

(di Mario GUIDO)

E’ proprio vero che le dita della mano non sotto tutte uguali e allo stesso modo non tutti siamo uguali nei diritti e nei doveri. Ci sono poi cittadini di serie a e di serie b come sono considerati quelli di Bisignano che non hanno e non avranno mai gli stessi diritti dei cittadini della nobile Cosenza.

E’ da dire però che le due comunità sono unite almeno nella fede, in quanto fanno parte della stessa Archidiocesi guidata dal padre Arcivescovo, Mons. Salvatore Nunnari. Ebbene mentre i cittadini di Cosenza possono ammirare i tesori di arte sacra conservati nel Museo Diocesano della loro città, soprattutto la preziosissima Stauroteca, la stessa cosa non è consentita agli abitanti di Bisignano che hanno pure il Museo diocesano di arte sacra che trova sede, ormai da tanti anni, nell’antica chiesetta di San Giuseppe, detta dei Pallottini, situata proprio nel bel mezzo del centro storico che, però, non è stato mai inaugurato e non è entrato mai in funzione.

Eppure era stato lo stesso Arcivescovo che, in occasione della tradizionale celebrazione della Santa Messa dell’Epifania, anno 2014 nel Duomo di Bisignano, aveva testualmente affermato che, subito dopo l’apertura del Museo diocesano di Cosenza, sarebbe stato inaugurato anche quello di Bisignano. Evidentemente le cose non sono andate per il verso giusto e il Museo locale rimane tuttora chiuso ed inutilizzato.

Anche in questa cittadina non mancano oggetti e paramenti sacri degni di essere ammirati e conosciuti soprattutto dai più giovani. Si conservano ancora nelle chiese, scarsamente protette, alcune ormai chiuse da tempo, oggetti che se non hanno tanta preziosità, hanno sempre la loro validità storica e culturale, oltre che religiosa. Basta ricordare il dipinto del Martirio di San Bartolomeo che si conserva ancora nell’omonima chiesetta che sovrasta il rione della Giudecca.

Si tratta di un’opera straordinaria realizzata nel 1943 da Michel Finghesten, docente dell’Accademia delle belle arti di Berlino, prigioniero nel Campo di Concentramento di Ferramonti di Tarsia che, nel quadro dipinto nello stile dei macchiaioli, ha rappresentato in modo impressionante il martirio del Santo che fu scorticato vivo.

L’importanza dell’opera è data proprio dal suo valore storico ed è anche per questo che, insieme a tante altri oggetti e documenti, dovrebbe trovare idonea collocazione nel Museo che, si spera, possa entrare , presto in funzione.