(di Alberto DE LUCA)


Da qualche tempo, nelle campagne di Bisignano, nelle zone abbandonate al loro destino, dove a causa della viabilità divelta, circolano solamente poche anime, i marioli spadroneggiano con la scusa di ricercare il ferro vecchio, e, bazzicando nel territorio, studiano le abitudini dei residenti per pianificare i furti in abitazione.

A parte il fatto che per ritirare il cosiddetto ingombrante, compreso il materiale ferroso, c’è già un’azienda specializzata e che basta telefonare al numero verde, messo a disposizione dalla ditta “Servizi Ecologici”, per ricevere anche al proprio domicilio il compattatore adatto alla raccolta ed allo smaltimento dei materiali ingombranti o ferrosi, non è accettabile che sul territorio si muovano “rottamai del ferro vecchio”, ladri e abusivi.

L’invito a vigilare, su quanto sta avvenendo nelle zone a Nord/Est di Bisignano, ma anche nelle altre periferie che subiscono il totale abbandono delle Istituzioni locali, è rivolto soprattutto a chi governa il nostro paese e a tutti gli organi preposti al controllo ed alla sicurezza del territorio.

Non è ammissibile che in un regime di raccolta differenziata, ritirata direttamente a domicilio, per la quale il Comune sborsa annualmente una grossa cifra economica, racimolata con i tributi pagati dai bisignanesi, ci siano, in giro, millantatori che si spacciano per regolari raccoglitori di ferro vecchio, e che tradendo la buonafede dei cittadini più impreparati e ignari del raggiro, finiscono per entrare dalla porta principale delle loro abitazioni.

Nella Guida alla Raccolta Differenziata, recante nel frontespizio il logo del Comune di Bisignano e il nome della ditta dei “Servizi Ecologici”, dove si parla di eventuali comportamenti scorretti, si riportano le sanzioni pecuniarie per tutti i cittadini che fanno un “erroneo conferimento” del rifiuto. A tal proposito, bisognerebbe chiedersi se il consegnare materiale ferroso e ingombrante a perfetti millantatori, sconosciuti, ladri e abusivi, rientri nel “reato” di “errato conferimento” del rifiuto.

A ogni modo, il problema non si può imputare sempre alle cattive abitudini dei cittadini, anche perché a Bisignano la raccolta differenziata ha raggiunto alte percentuali, anche quando nessun utente ha visto la propria bolletta scendere di aliquota, ma è obbligatorio intervenire nei confronti di soggetti “malavitosi” che muniti di furgone e circolanti sul territorio, completamente indisturbati, con la scusa di raccogliere ferro vecchio, pianificano eventuali e futuri furti. 

Le fantasticherie le lasciamo a chi ha la forza per dar fiato alle trombe, poiché nelle zone di Azzarella, Fravitta, Fria, e della periferia bisignanese, i fatti proclamati hanno già avuto dei plausibili riscontri, a partire dai furti che hanno riguardato abitazioni private e aziende agricole. Il fatto che le ruberie avvengano a cadenza periodica e nei periodi di massima presenza sul territorio di soggetti poco affidabili e disonesti, la dice lunga sulla questione dell’abbandono di alcune aree rurali in cui non si ha più diritto a niente, ma dove i tributi si pagano ugualmente e puntualmente.

A Bisignano, in particolare nelle zone dell’abbandono, della sofferenza e della “negazione” della dignità dei cittadini, sarà tolleranza zero nei confronti di personaggi illegali che verranno deferiti direttamente alle Forze dell’Ordine. La presa di distanza nei confronti dei “ladri nomadi” non è dovuta a questioni razziali, ma ha contenuti di difesa nei confronti di chi tradisce la fiducia della gente onesta. I residenti delle campagne di Bisignano che soffrono quotidianamente l’abbandono da parte delle Istituzioni, principalmente quelle Comunali, non hanno paura del nemico, del diverso o di chi attacca a viso aperto, ma non sopportano i “falsi amici” che abbracciano in una morsa delinquenziale.

Qualcuno preferisce affermare che “più le leggi e l’ordine vengono resi prominenti, più ci saranno ladri e mascalzoni”, ma quando “un ladro crede che tutti siano compagni a lui”, e che quindi può fare ciò che gli pare, “incorre in un grave errore di valutazione e soprattutto nella galera”.