(di Alberto DE LUCA)


Il Santo Padre Francesco, nel messaggio per la Quaresima 2019, ha esortato tutti gli uomini ad abbandonare l’egoismo e nel rivolgersi alla Pasqua di Gesù, a farsi prossimi dei fratelli e delle sorelle in difficoltà, condividendo con loro i beni spirituali e materiali.

In occasione della Giornata del malato, il Papa ha detto che la cura dei malati ha bisogno di professionalità e di tenerezza, di gesti gratuiti, immediati e semplici come la carezza, attraverso la quale si fa sentire all’altro che è caro.

Nella Giornata dedicata ai più vecchi, il Pontefice definisce gli anziani come alberi che continuano a portare frutto quali radici e memoria di un popolo.

In altre parole, una famiglia che ha presso di sé una persona anziana o bisognosa di cure, possiede il più bello degli ornamenti e il più prezioso dei tesori.

La solitudine è la mia malattia. Questa è la frase più diffusa fra chi vive in una casa di cura, lontano dagli affetti più cari e la medesima risposta di tutte le persone anziane ricoverate nelle strutture di riposo.

Giorno e notte si assomigliano, nella poca luce che dalle finestre entra nelle stanze, dove si trascorre buona parte del tempo, quando non si va tutti nel salone diurno. Nelle belle giornate di sole si esce in cortile e come tanti pupazzi distesi ad asciugare, si ricordano i momenti felici trascorsi in famiglia. Ogni tanto, nei pensieri sbiaditi e confusi, mentre gli occhi sono appisolati dal sonno, si percepisce una carezza amica erroneamente confusa con la mano di un familiare non ancora completamente dimenticato.

Mancano pochi giorni alla Pasqua di Risurrezione, per molti fedeli sarà il momento del rinnovamento, della riconciliazione e della festa, ma anche l’occasione per recarsi in visita nelle strutture di cura, a incontrare i propri familiari o semplicemente delle persone sole e bisognose d’affetto.

Anche “Piero” aspetta i suoi cari dopo la morte della madre. Vienimi a trovare e insegnami a esorcizzare il mio dolore con nuove parole d’amore e a scacciare via tutti i fantasmi che gridano nella mia testa. Vorrei aprire gli occhi e vedere che sei accanto a me, come un miracolo nel giorno di Risurrezione, anche se non potrò tornare a casa con te, mi accontenterò delle tue carezze.

Per il giorno di Pasqua, alla casa di riposo, ci sarà festa, il parroco verrà a celebrare la Santa Messa con tanti fedeli della parrocchia, vorrei avervi accanto almeno nel giorno della Risurrezione, così svaniranno le nuvole e avrò il coraggio di continuare a vivere, per quel po’ che mi resta, nella mia nuova casa e senza la paura della notte.

In questo tempo d’incertezza, gli anziani sono la forza e la saggezza, i malati, l’esempio che c’è dato per ricordarci il necessario, anche per chi crede di capire ogni cosa ma farebbe meglio a parlare a bassa voce.