(di Emanuele IAQUINTA)

 


In una sala gremita si è svolta in serata la conferenza stampa congiunta dei consiglieri comunali Gina Amodio e Lucantonio Nicoletti, dimissionari dell’amministrazione comunale a guida Lo Giudice, tanta “carne a fuoco” e tanti “sassolini” tolti dalle scarpe dai due consiglieri.

Inizia a parlare la Amodio, specificando le motivazioni hanno portato la stessa a rassegnare le dimissioni ed a prendere le distanze dalla maggioranza consiliare. «Nell’ultimo consiglio comunale, tutti avete potuto constatare come non mi sia stato permesso di parlare, per poter spiegare il motivo delle mie dimissioni, quando provavo a prendere la parola, mi veniva addirittura spento il microfono, con la motivazione che l’argomento non era inserito nell’ODG, eppure altri consiglieri, con i loro dibattiti, sono andati al di fuori di ciò che si doveva discutere, senza essere interrotti. Penso che spiegare il motivo per cui una persona si dimetta da assessore, dove le persone ti hanno messo con oltre 400 voti di preferenza, non sia niente di male, nonché dovere civico».

La Amodio continua attaccando il primo cittadino definendolo pagliaccio, qualificando il suo modo di amministrare personalistico: «già il 12 aprile avevo intenzione di rassegnare le dimissioni, alla recente prima seduta del Consiglio Comunale, la maggioranza non si è presentata a dimostrazione di come il sindaco sia sotto ricatto da alcuni componenti di maggioranza, che ci volevano fuori dall’amministrazione».

«Il primo errore commesso dal sindaco – parla sempre la Amodio – è stato quello di formare la giunta non con chi ha preso più voti, ma seguendo gli accordi politici sottoscritti con i vari gruppi. Nel tempo ha proposto un documento di bilancio, a cui non ho voluto apporre la mia firma, da qui sono iniziati i primi screzi con il primo cittadino».

«Tante cose fatte dalla sottoscritta per la salute ed il sociale a costo zero, passavano come errori sotto gli occhi del sindaco, forse perché preferiva assegnare i lavori ad amici a spese dei cittadini contribuenti, seguendo le indicazioni di qualche assessore che voleva mettersi in mostra con presentazione di libri e convegni, ma senza ascoltare ciò che proponevo per la salute ed il sociale, a conferma di come fosse sotto ricatto, da qui la decisione di dimettermi».

Prende la parola Lucantonio Nicoletti che inizia elogiando e ringraziando il consigliere Gina Amodio per il coraggio e la coerenza dimostrata, convalidando tutte le dichiarazioni espresse, anche Nicoletti attacca il sindaco chiamandolo burattino e sfidandolo in prima persona. «Il sottoscritto, caro Francesco Lo Giudice, due anni fa è stato il primo a firmare l’accordo per formare la lista, quando altri, oggi al tuo fianco, si erano candidati a primo cittadino e sotto il loro simbolo».

«Il sindaco pensa solo a curare il suo profilo social – continua Nicoletti – e non pensa ad avviare la macchina amministrativa e risolvere le problematiche che affliggono la cittadina, mi accusa di troppa intraprendenza, ma, per legge, ogni determina passa dalle sue mani, forse non legge i documenti che gli vengono consegnati. Lavoravo sin dal mattino per risolvere i problemi comuni che si presentano nella vita quotidiana di un paese come Bisignano, lui mi ringraziava e si prendeva meriti che non aveva».

«Ora che arrivano i finanziamenti, il sottoscritto non è più idoneo a ricoprire il ruolo di assessore ai LL.PP., perché quei soldi vanno gestiti insieme agli “amici” di Cosenza - afferma Nicoletti – tanto da cambiare le regole di un concorso, con requisiti su misura, per la determina dell’ingegnere, già da tempo designato, che dovrà seguire i lavori. Per non parlare della stabilizzazione del personale LSU-LPU, dove quasi quasi è mia la colpa per la mancata stabilizzazione, ma sono stato io a lottare per spostare denaro alla causa, o sulla depurazione, siamo finiti sul TG1, ma c’è chi in Amministrazione voleva dividere la gestione del finanziamento di € 5.000.000 arrivato per il nuovo depuratore con l'ente consigliato da qualche suo “parente”, o la Casa di Riposo, di cui non se ne può assolutamente parlare, oppure le tante promesse fatte ai cittadini non mantenute. Tante cose che non vanno e consiglieri, traditori alla causa, mi hanno messo alle strette, portandomi alla decisione attuale, ma caro sindaco - conclude Nicoletti - il tempo è galantuomo».

A fine conferenza i consiglieri Gina Amodio e Lucantonio Nicoletti hanno ringraziato tutti i presenti e sottolineato che questa scelta di dimissioni sia un atto dovuto alla cittadinanza.