(di Francesco FUCILE)


(foto Francesco Fucile)

Dopo il consiglio comunale di ieri, penso sia doveroso fare una considerazione politica. A due anni dall'insediamento dell'amministrazione comunale sono ben quattro i consiglieri che ne hanno preso le distanze e che hanno denunciato all'opinione pubblica un modo di amministrare deprecabile e non condivisibile. Tre dei fuoriusciti sono alla loro prima esperienza amministrativa.

Indipendentemente dalle polemiche che hanno caratterizzato la politica locale in questi ultimi due mesi, il dato più importante, che esprime il fallimento più evidente del sindaco, è l'aver deluso profondamente queste persone, sotto tutti i punti di vista. È sufficiente guardare nei loro occhi quando parlano dell'operato del sindaco o di alcuni ex colleghi amministratori, oppure leggere ciò che l'ex vicesindaco Ornella Gallo ha scritto nelle dimissioni, per rendersi conto della loro amarezza e delusione. A loro la mia solidarietà, indipendentemente dalle motivazioni.

Per un'amministrazione giovane che si professa innovatrice è il peggiore insuccesso. La realtà dei fatti, l'abbiamo sentita e letta, è completamente diversa. Sicuramente non è quella che viene mostrata dal sindaco sui social. Nonostante tutto, la maggioranza cerca in ogni modo di nascondere i propri insuccessi, anche quelli più evidenti. Questa difesa d'ufficio, del cambiamento fallito e rinnegato in corso d'opera, è un'immagine classica che la politica, quella più deludente e dannosa, prende a prestito dai tradimenti di coppia: negare sempre davanti al sospetto, anche davanti all’evidenza, della serie: «Concittadini, non è come credete».

Ma la delusione che si percepisce tra i bisignanesi che avevano creduto nel rinnovamento è talmente evidente che non lascia scampo alle giustificazioni. Così come sono inutili, puerili e ingannevoli le difese di coloro che, pur collocandosi apparentemente dall'altra parte, recitano sempre gli stessi sermoni. Le furbate non convincono e non ingannano nessuno. Il risultato di questa politica? Si è finito per tradire tutti.

Intanto a se stessi, perché non c'è coerenza tra l'immagine che si cerca di dare di sè e i comportamenti politici che vengono messi in atto. Sono stati traditi gli elettori, ai quali è stato promesso cambiamento, trasparenza e sincerità, ed invece è stata nascosta e si continua a nasconde la verità fino all'inverosimile. Sono stati traditi i compagni di viaggio, vittime dell'inadeguatezza amministrativa e dell'esasperato attaccamento al potere.

Finanche l'assessora alla cultura è rimasta irretita nella ragnatela politica e nelle solidarietà pelose che le sono state fatte dal PD locale. Penso che tutti i fuoriusciti meritavano ben altro trattamento. Anche questo è un classico in alcuni partiti, cioè esprimere la solidarietà d'ufficio, senza fare una seria analisi politica dell'implosione e dell'esplosione politico-amministrativa in atto. Eppure il rischio di una deriva amministrativa con forte rischio di derisione nei confronti protagonisti, è molto probabile.

A questo punto, penso che ogni cittadino debba riflettere molto prima di dare il proprio consenso. Sono troppi e svariati i problemi irrisolti e non ancora affrontati adeguatamente. Potrei elencarne concretamente alcuni, anche piuttosto gravi, ma preferisco non farlo perché sono convinto che tutti percepiamo questo disagio, indipendentemente dall'appartenenza politica.