(di Alberto DE LUCA)


(Bisignano panorama)

Che cosa pretendono i governanti dai cittadini liberi? Non gli è bastato di essere eletti Maggioranza di Governo? Ogni giorno, la medesima “guerra fratricida” si ripete quasi alla nausea. Una situazione che tiene tutti in ostaggio. Eppure, molti elettori avevano sottoscritto il progetto di “Energia per il Cambiamento” con entusiasmo.

Che cosa c’è dietro alle continue lotte intestine dell’Amministrazione in carica a Bisignano? Come mai all’interno degli infuocati Consigli Comunali si proferiscono frasi offensive e accuse gravissime?

“Non avete rispetto per nessuno”, “non avete onorato il vostro mandato” e “non siete degni di rappresentare il popolo”, sono soltanto alcune delle espressioni usate nei confronti della Giunta Comunale.

Tra le altre frasi a effetto dette all’interno delle Assemblee Consiliari ce n’è una che ha più volte evidenziato come il Consiglio Comunale non è il Tribunale.

A tal proposito è bene ricordare che il Consiglio Comunale è il principale organo di controllo “politico-amministrativo” del Comune. Il Consiglio Comunale è formato dai Membri Consiliari eletti dai cittadini. L’aula Consiliare è la sede della Libertà Cittadina. L’Assise Comunale è un luogo di governo.

Premesso che la libertà di espressione è Democrazia e che apporre il bavaglio non è democratico, è da chiarire che le accuse giuridiche o le arringhe difensive si espongono nei luoghi in cui si amministra la Giustizia e hanno sede i Giudici mentre gli insulti si sferrano in piazza o al bar.

I cittadini liberi vanno rispettati nella loro Autonomia e non sono sudditi di chi governa il paese. Ciò vale anche per gli Amministratori di Minoranza che rappresentano ugualmente il popolo e possono portare proposte in opposizione alle decisioni governative della Maggioranza sancita attraverso il voto.

Ciò che deve contraddistinguere il Consiglio Comunale è la Politica che ha il compito di amministrare e trasformare le esigenze dei cittadini in provvedimenti, immediatamente operativi. Far quadrare i conti del Municipio spetta agli organi di Ragioneria mentre all’ufficio di Avvocatura è delegato il compito di risolvere gli eventuali contenziosi burocratici.

La Dottrina Politica non prevede personalismi e non richiede particolari tecnicismi giuridici. La cittadinanza mal sopporta le beghe per la spartizione del territorio. Alla gente comune non interessa la divisione del territorio fra “bande” rivali di potere. Le famiglie che pagano le tasse, quelle oneste e fatte di lavoratori incalliti, pretendono dalla Politica più benessere, più servizi, eque tasse e meno controversie “scellerate” nella gestione della ricchezza pubblica.

A Bisignano è inutile continuare a dire che va tutto bene se il male del secolo continua a fare vittime. I morti non parlano. I vivi tacciono. I malati di tumore subiscono in silenzio. Dov’è finita la manifestata intenzione di responsabilità che infervorava sui palchi della Campagna Elettorale? Vivere è il diritto di ogni individuo, ma morire di cancro non è il dovere di ogni essere umano. Aprire gli occhi e dire di no all’inganno del male, che attanaglia il territorio già da molti anni, è un obbligo.

Allora, a che cosa serve sprecare energie se il fine non è la “Causa Comune”? Per amministrare non bastano i numeri, ma c’è urgente bisogno dell’unione Politica. Perché immolarsi se intorno c’è l’oblio? Perché continuare a ignorare che si è immersi in un sistema pericoloso e corrotto? Dov’è il guadagno per la gente onesta in un mondo d’illegalità? Che bisogno ha un “cultore della legalità” di cozzare, da solo, contro un muro di cemento armato? Che cosa spinge un professionista a immolarsi in una guerra che non gli appartiene? I difensori della patria non esistono più, insieme agli eroi. A chi giova sprecare altri giovani talenti in una bolgia istituzionale sapendo che le future battaglie saranno una vittoria di Pirro?

Non è più tempo di giocare alle tre carte poiché in ballo c’è la sopravvivenza dei cittadini che non arrivano a pagare più nemmeno le spese. Ad attendere i bisignanesi, fuori dal Consiglio Comunale, c’è un orizzonte economico deprimente che contrasta con le feste di piazza e gli eventi di promozione culturale. Saranno stridori di denti per tutti, anche per quelli che tentano di riaccendere la macchina (amministrativa) senza la benzina nel serbatoio. Tuttavia, c’è da augurarsi che le diatribe degli ultimi tempi, di maggioranza e di opposizione, possano trovare un equilibrio per un governo migliore del paese ma ogni giorno le speranze si affievoliscono.