(di Francesco FUCILE)


(foto Francesco Fucile)

Egregio Presidente il 18 marzo scorso Le ho esposto il problema che riguarda la pericolosità dell’incrocio di Contrada Sellitte nel Comune di Bisignano, sollecitando l’intervento urgente da parte della Provincia affinché venisse finalmente realizzata la rotatoria, o attuato un intervento strutturale ed efficace in modo da garantire il più possibile la sicurezza degli automobilisti su quel preciso tratto di strada della SP 234. 

La risposta da Lei data lasciava ben sperare per un concreto impegno, previo un sopralluogo da fare in breve periodo e di cui sarei stato avvisato. Ieri pomeriggio, sempre al pericolosissimo incrocio di Contrada Sellitte, ormai denominato “l’incrocio della morte”, si è verificato un altro ennesimo incidente stradale in cui ha perso la vita una giovane signora di Bisignano. 

Proprio a causa dei numerosi incidenti mortali avvenuti lungo la SP 234, in questi ultimi anni sono state diverse le richieste d’intervento, non solo da parte mia, sia all’Ente Provincia che al Comune di Bisignano, che hanno segnalato la pericolosità di questa strada.  Queste richieste d'intervento si sono fatte carico anche delle legittime lamentele dei cittadini residenti in quella zona, preoccupati della rischiosità della strada e angosciati di essere testimoni della disperazione di coloro che sono coinvolti negli incidenti.

Purtroppo, e a questo punto, prendo atto che non c’è stata una convinta e responsabile presa di coscienza su quanto è stato esposto e proposto. Infatti, oltre alle risposte di circostanza non si è mai andati. Qui, da noi, a Bisignano, ci stiamo chiedendo quante altre persone devono ancora morire, quanti incidenti devono ancora succedere per sistemare questo maledetto incrocio? 

Da Bisignanese e persona impegnata nelle istituzioni, esorto Lei, nella sua qualità del ruolo istituzionale che ricopre, ad intervenire immediatamente, affinché vengano realizzate, senza più scuse e rinvii, le opere necessarie per salvaguardare la sicurezza degli automobilisti. Credo sia giunto il momento di rispondere con i fatti e di non sottovalutare più la problematica.