(di Redazione)

(foto Gina Amodio)

Il consigliere comunale Gina Amodio con un’interrogazione, protocollata in giornata presso il Comune di Bisignano, richiede la procedura di scelta del fornitore dell’atto, in allegato, e le ricerche di mercato effettuate ai fini della sua individuazione, nonché la verifica effettuata circa la congruità del prezzo dallo stesso preventivato.

(di Alberto DE LUCA)

Il pastore protestante, politico e attivista statunitense, capo dei diritti civili degli afroamericani e Nobel per la pace, affermava il bisogno di leader non innamorati del denaro e della pubblicità, ma della giustizia e dell’umanità. Martin Luther King aveva ben presente i concetti etici di libertà e soprattutto quelli concernenti l’educazione politica di condivisione di valori comuni e scelte di progresso.

La politica è il frutto delle azioni pubbliche di uomini liberi, cioè di soggetti che sono capaci di compiere “azioni libere e nell’interesse della collettività”. “Coloro che temono o disprezzano di agire in libertà e per varie ragioni diventano isolati o inefficaci, non sono uomini liberi”. Ciò che non è libero o non dimostra di avere la propria indipendenza decisionale, di solito, è destinato a perdere e nei casi migliori a indebolire la libertà e il concetto di Democrazia.

(di Alberto DE LUCA)

“Le darò filo da torcere” è la frase che ha raggelato il clima rovente dell’ultimo Consiglio Comunale ed ha impietrito il Primo Cittadino di Bisignano. Nell’ultima Assemblea Consiliare, il destinatario del duro messaggio è apparso con lo sguardo perso nel vuoto, in un atteggiamento di riflessione e nel tentativo di alleviare il proprio arrovellamento interiore. Una tensione emotiva che aumentava sotto le parole “ostili” provenienti dalla bocca degli ex Assessori che venivano interdetti, a norma di regolamento, nell’esprimere la loro opinione sulle revoche Istituzionali messe in atto nei loro confronti.

(di Emanuele IAQUINTA)

 

In una sala gremita si è svolta in serata la conferenza stampa congiunta dei consiglieri comunali Gina Amodio e Lucantonio Nicoletti, dimissionari dell’amministrazione comunale a guida Lo Giudice, tanta “carne a fuoco” e tanti “sassolini” tolti dalle scarpe dai due consiglieri.

Inizia a parlare la Amodio, specificando le motivazioni hanno portato la stessa a rassegnare le dimissioni ed a prendere le distanze dalla maggioranza consiliare. «Nell’ultimo consiglio comunale, tutti avete potuto constatare come non mi sia stato permesso di parlare, per poter spiegare il motivo delle mie dimissioni, quando provavo a prendere la parola, mi veniva addirittura spento il microfono, con la motivazione che l’argomento non era inserito nell’ODG, eppure altri consiglieri, con i loro dibattiti, sono andati al di fuori di ciò che si doveva discutere, senza essere interrotti. Penso che spiegare il motivo per cui una persona si dimetta da assessore, dove le persone ti hanno messo con oltre 400 voti di preferenza, non sia niente di male, nonché dovere civico».

(di Emanuele IAQUINTA)

(foto Gina Amodio e Lucantonio Nicoletti)

In seconda seduta, si è svolto oggi il tanto atteso Consiglio Comunale di Bisignano, tra i malumori tra i banchi della maggioranza, già emersi nelle scorse settimane. Il sindaco Francesco Lo Giudice, prima che l’assessore Gina Amodio potesse rassegnare le dimissioni, in giornata le ha ritirato la delega.

(di Alberto DE LUCA)

L’errore che la maggior parte degli elettori commette, subito dopo aver espresso il proprio voto e conosciuto il risultato finale delle elezioni, è quello di separarsi dalla politica partecipata e delegare il paese alle decisioni amministrative dei soli rappresentanti eletti.

La partecipazione alla politica da parte dei cittadini, dura il tempo della campagna elettorale, fino alla fine della stagione dei comizi e ai festeggiamenti in cui si celebrano i vincitori. Dopo, negli elettori, si assiste a un comportamento di allontanamento da tutti quei processi decisionali che riguardano il loro futuro e quello del paese.

(di Uff. Stampa M5S MeetUp Bisignano)

Per le prossime elezioni del 26 maggio 2019, come già fatto in passato, abbiamo presentato la richiesta di inserire la condizione di disoccupazione o del basso reddito in occasione della nomina degli scrutatori. Tale intervento, considerate le basse somme dei compensi spettanti agli scrutatori (96 euro complessivi), non potrà essere risolutore delle necessità di molti, ma rappresenta un segnale diretto a non lasciare indietro nessuno.