(di Mario GUIDO)

Tutto pronto nell’Ufficio Elettorale di Bisignano per le votazioni del 23 novembre 2014, indette per eleggere il nuovo Presidente e il nuovo Consiglio Regionale della Calabria. Sono 5.103 maschi e 5.025 femmine, per un totale di 10.128, gli elettori iscritti nelle liste elettorali del comune di Bisignano che hanno diritto al voto. I dati sono stati forniti da Franco Gatto, dirigente l’Ufficio Elettorale comunale che, tra l’altro, ha reso noto, i nomi dei Presidenti di Seggio e dei 44 scrutatori destinati a costituire le undici Sezioni elettorali del Comune.

Un altro dato interessante fornito dal dirigente è quello che riguarda le leve del voto, ossia i giovani che votano per la prima volta che sono 8 maschi e 7 femmine. Un altro dato riguarda i cittadini comunitari ed extracomunitari che a queste elezioni non possono partecipare.

Ecco l'elenco dei presidenti e scrutatori, sezione per sezione:

  • Sezione n° 1. presidente, Pino Polverazzi; scrutatori: Maria Nunzia Spera, Gianluca Nicoletti, Bruna Amodio, Francesco Aiello;
  • Sezione n° 2, presidente, Angela Tortorella; scrutatori: Gianmarco Tortorella, Raffaele Ritacco, Pierpaolo Montalto, Rosanna Tarantella;
  • Sezione n° 3, presidente, Rosamaria Arturi; scrutatori: Maria Gabriella Fucile, Genoveffa Groccia, Daniela Chiovarelli, Francesco Berlingieri;
  • Sezione n° 4, presidente, Andrea Attico; scrutatori: Luca Giuseppe Capalbo, Carmelo Martinez, Francesco Iaquinta, Francesco Calvelli;
  • Sezione n° 5, presidente, Ricciardulli Giuseppina, scrutatori: Gianluca Ritacco, Francesca Ferraro, Alessandra Lanzone, Flora Romano;
  • Sezione n° 6, presidente, Vocaturo Vincenza, scrutatori: Tiziana Prete, Palmina gatto, Anna Luca, Maria Concetta Amodio;
  • Sezione n° 7, presidente, Groccia Francesco, scrutatori: Antonella Pirillo, Cettina Polverazzi, Maria Concetta Salerno, Carlo Rago;
  • Sezione n° 8, presidente, Guerino Todaro, scrutatori: Rossella Augieri, Luca Prezioso, Danilo Cairo, Anna Vaccaro;
  • Sezione n° 9, presidente, Simona Guido, scrutatori: Donata Prezioso, Luciano Falcone, Chiara Passacatini, Grazia Amodio;
  • Sezione n° 10, presidente, Maria Perugini, scrutatori: Salvatore Guido, Stefano Formosa, Mario Cozzetto, Franco Meringolo;
  • Sezione n° 11, presidente, Fabrizia Attico, scrutatori: Nadia Sangermano, Maria Paffile, Alessandra Cosentino, Pino Polverazzi.

 

(di Mario GUIDO)

Con un’importante determina adottata dal Responsabile del 1° Settore che porta il numero 145 ed è datata 21 ottobre 2014, l’Amministrazione Comunale di Bisignano ha approvato il Piano dei pagamenti dei debiti certi, liquidi ed esigibili che saranno pagati entro il 31 dicembre 2014.

Tutti i debiti che il Comune ha contratto con i suoi creditori e, quindi, nei confronti d’imprese e fornitori di servizi, ammontano a poco meno di 4 milioni di euro, per la precisione 3.922.903,19, saranno onorati entro la fine dell’anno in corso. Si tratta di un provvedimento che deriva dall’applicazione dell’art. 6, comma 3 del DL n° 35 del 2014 e che è destinato a risolvere, finalmente, delicate situazioni economiche e finanziarie, nonché occupazionali per i vari creditori.

Considerata la situazione di assoluta precarietà economica generata dalla crisi che l’intero Paese sta vivendo ormai da troppo tempo e che, in particolare per i Comuni, piccoli e grandi, diventa sempre più soffocante, il pagamento di questi debiti è veramente considerato una manna dal cielo.

Dall’elenco dei debiti che ammontano complessivamente a 412, si deduce che la maggior parte di questi sono costituiti da alcune decine di miglia di euro, poco meno di una decina di essi superano i cento mila euro.


 

(di Ufficio Stampa Amministrazione Comunale)

La maggioranza che amministra la città, nel corso di una riunione, ha fatto il punto sull’attività politico-amministrativa dell’ultimo periodo, senza tralasciare le defezioni emerse dopo il voto alla Provincia dove, al candidato di maggioranza, Pasquale Sangermano, sono mancati due voti.

Soddisfazione viene espressa per quanto riguarda l’impegno amministrativo che ha portato sul territorio, in quest’ultimo periodo, un investimento di circa dieci milioni di euro fra asfalto, segnaletica, completamento dei lavori al Santuario di Sant’Umile, scuole e collina castello. Inoltre, si è venuti incontro al mondo della scuola ed alle famiglie con il servizio scuolabus completamente gratuito ed a breve, l’avvio della mensa scolastica a solo un euro.

Sul piano politico, la maggioranza, granitica e coesa come sempre, ha ribadito, con forza e determinazione, la volontà di continuare il cammino intrapreso senza farsi imprigionare o provocare da campagne menzognere e denigratorie che la vorrebbero in crisi o, addirittura, in procinto di procedere a rimpasto di giunta. Per quanto riguarda lo specifico del voto alla Provincia, gli otto voti su dieci, totalizzati dal consigliere Pasquale Sangermano, costituiscono già un grande risultato.

Di contro, se qualcuno ha tradito le aspettative della maggioranza resta un problema personale di coscienza che non determinerà nessuna conseguenza a livello politico-amministrativo, anche perché nessuno era comunque obbligato, se non per impegno morale, a votare il candidato. Il cammino amministrativo, infatti si differenzia dal voto alla Provincia: trattasi di due cose distinte e separate.

Il primo, a volere differenziare le due cose, con grande senso di responsabilità e acume politico, è proprio il consigliere Sangermano che, pur prendendo atto delle defezioni annunciate e non, invita la maggioranza ad andare avanti perché, amplificare e portare ad estreme conseguenze un comportamento, anche poco intelligente, sarebbe un puro suicidio politico.

Infine, gli auguri al giovane neo eletto consigliere provinciale Lucantonio Nicoletti che sicuramente, saprà portare avanti le istanze della città e del territorio, forte della passione politica e dell’esperienza maturata. La maggioranza risponde così anche a quelli che, dopo aver perorato e gioito per la sospensione del sindaco Umile Bisignano, adesso vorrebbero mettere in crisi e portare alla caduta l’intera amministrazione.


 

(di Mario GUIDO)

Dopo alcune settimane di silenzio, si ritorna a parlare della contestata e “famigerata” Piattaforma tecnologica per il riciclo dei rifiuti che la Regione Calabria ha previsto di realizzare nel territorio di Bisignano.

L’occasione di ritornare sull’argomento è offerta dalla recentissima delibera approvata dalla Giunta Comunale con la quale si conferisce all’avv. Giuseppe Belvedere del foro di Paola, l’incarico legale “affinchè, nell’ambito del procedimento, per la realizzazione della Piattaforma, possa difendere l’interesse della cittadinanza sul tema della salubrità, nonché gli interessi tecnico-amministrativi-economici del Comune nelle fasi di progettazione e realizzazione della Piattaforma e possa intraprendere con la regione Calabria rapporti di controllo e collaborazione per la buona e salubre realizzazione dell’Opera”.

La necessità dell’atto deliberativo è scaturito dalla presa d’atto della Relazione sulla Piattaforma Tecnologica di recupero/riciclo per i rifiuti che l’ing. Natalino Cerlino, in qualità di responsabile del IV° Settore, ha fatto pervenire alla Giunta. In tale relazione l’ing. Cerlino scrive: “In considerazione che il Comune di Bisignano in data 18.11.2013 ha stipulato con la Regione Calabria la convenzione per la realizzazione della Piattaforma Tecnologica sul territorio comunale; tenuto presente l’importanza che tale Opera riveste e i risvolti sul Territorio, si ritiene auspicabile che il Comune possa procedere a formare una sorta di monitoraggio che supporti ed accompagni tutto l’iter Tecnico-Amministrativo a partire dalla fase di progettazione fino a quella di realizzazione”.

Il monitoraggio di cui parla il funzionario municipale nella sua relazione, dovrebbe essere affidato a due figure professionali di alto profilo: a un legale ed ad un tecnico, ambedue professionisti di provata esperienza che dovrebbero partecipare attivamente a tutte le fasi preliminari e di progettazione dell’Impianto e, ancora di più, alle fasi di realizzazione dello stesso.

La presenza attiva e fattiva di queste figure professionali dovrebbe garantire, prima di tutto, “l’interesse della cittadinanza e del Comune in ordine alla salubrità ambientale e tutela della salute pubblica oltre che assistere e supportare l’Ente nelle problematiche che, eventualmente, si dovrebbero palesare in fase di realizzazione dell’Opera”.

Per ora la Giunta ha provveduto a scegliere il legale nella persona dell’avv. Giuseppe Belvedere, mentre si è riservato ogni determinazione in merito agli indirizzi al responsabile del IV° Settore per la futura nomina di un tecnico di comprovata esperienza nel settore ambientale che salvaguardi gli interessi della cittadinanza nella fase di progettazione e di realizzazione dell’Impianto.


 

(di Mario GUIDO)

Il rinnovo delle Amministrazioni Provinciali secondo il nuovo regolamento definito da alcuni, poco democratico, ha consentito, tuttavia , di ottenere, a Bisignano, una rappresentanza che da decenni non aveva più avuto a causa della tracotanza, dell’ingordigia e della miopia politica dei partiti e circoli politici locali.

L’elezione a consigliere provinciale in rappresentanza del comune di Bisignano del consigliere comunale, Lucantonio Nicoletti, è venuta a colmare un vuoto durato un ventennio, lasciato dagli ultimi consiglieri provinciali, eletti dal popolo: Alfonso Nicoletti (1985 – 1990) e Rosalbino Turco (1990 – 1995).

Della nomina di Lucantonio Nicoletti a consigliere provinciale di Bisignano si occupa, in modo piuttosto polemico, in questi giorni, il contenuto di un volantino da titolo “La rabbia e L’orgoglio” a firma di un fantomatico Comitato Etico Cittadino che attribuisce il successo di Nicoletti alla nuova legge “che ha levato di torno chi in passato dall’alto della propria ignoranza voleva tutto per se senza pensare che solo una squadra può far vincere una comunità”.

Nel volantino i suoi autori, riferendosi alla mancata elezione del candidato della maggioranza, il consigliere comunale Pasquale Sangermano, ne attribuiscono la responsabilità a un misterioso “puparo” che continuerebbe a impartire ordini che tutti devono seguire a scapito della dignità per la cui difesa si dovrebbero registrarsi giuste reazioni.

Il volantino del C.E.C. conclude definendo la vicenda “un’ennesima pagina amara per Bisignano che vive alla giornata, governata da un Sindaco f. f. che prende ordini da un Sindaco defenestrato che dirige senza rischi Magistrali perché il suo stato è colmo, adesso deve fare collezionare al F.F. un po’ di guai con la Magistratura e un rapporto sempre più complicato con l’elettorato”. Questo è quanto si legge nelle conclusioni del volantino a firma del Comitato Etico Cittadino.


 

(di Francesco LO GIUDICE)

Caro Matteo, come tanti ho seguito dapprima con diffidenza, poi con ammirazione, ora con un misto di apprensione e speranza la Tua affermazione e il Tuo procedere nel sistema politico italiano. Una speranza comune alla maggioranza degli italiani che, al pari di un vello d’oro, legittima il Governo che guidi nell’impresa di riformare la società e i suoi settori più complessi.

Non vi è dubbio che risulta ineludibile risolvere le importanti criticità di ognuno di questi ultimi se si vuole rilanciare la crescita e l’occupazione nel nostro Paese, questa volta sulla base di architetture appropriate ai tempi che corrono. Consapevole di ciò, ho deciso comunque di scriverTi sperando di trasmetterTi una personale convinzione: il sud si configura come una possibile soluzione alla crisi nazionale.

Mi spiego meglio. Come sai, la nostra Repubblica non è riuscita finora, da sessantasei anni a questa parte, a risolvere il dualismo economico e sociale interno tra il nord e il sud del territorio, tollerando di fatto un divario civile che, per le sue peculiarità e il suo essere funzionale al modello di sviluppo industriale, non ha pari nel resto d’Europa. Complice la crisi, questo modello mostra oggi tutti i suoi limiti e si rivela non più idoneo a garantire la crescita della nostra economia.

Ecco la necessità di investire sul rilancio del sud. Rappresentando del resto un terzo del Paese, sia per estensione geografica che per numero di abitanti, il sud ha ampi margini di progresso dato che la maggior parte delle sue risorse, innanzitutto umane, e delle sue potenzialità produttive, legate soprattutto all’ambiente, ai beni culturali e al territorio, è ancora da valorizzare adeguatamente.

Vi è di più. Il suo progresso, in passato ritenuto spesso un rischioso quanto improduttivo investimento, è oggi favorito dal mutare di una serie di circostanze interne ed esterne di grande rilevanza, quali ad esempio: l’affermazione delle fonti rinnovabili di approvvigionamento energetico; il ritorno di centralità geopolitica e commerciale del Mediterraneo; l’accresciuto livello di informazione e istruzione di massa; l’apporto culturale, economico e demografico garantito dall’immigrazione; il protagonismo sociale delle donne; la consistenza dei fondi comunitari europei; la vitalità dell’associazionismo, dell’imprenditoria giovanile e del terzo settore; l’affermazione di un nuovo meridionalismo intellettuale e di una ritrovata fierezza di appartenenza.

Combinazione di circostanze semplicemente inimmaginabile fino a qualche decennio fa, la quale, se valorizzata da un’opportuna programmazione governativa, lascia presupporre una possibile metamorfosi della realtà meridionale e un relativo processo di affrancamento di questa da molti dei suoi annosi mali sociali. Il che contribuirebbe a sanare una delle più grandi diseguaglianze italiane, (quella appunto tra nord e sud, contraria allo spirito democratico della nostra Costituzione), favorirebbe una maggiore coesione territoriale e contribuirebbe al rilancio dell’intero Paese. Nonché, lasciamelo dire, farebbe bene anche all’Europa unita, nella quale comincia a intravedersi una questione meridionale in quanto sta sviluppando tendenze dualistiche simili a quelle che hanno caratterizzato l’evoluzione storica e politica dell’Italia fino ai giorni nostri.

Puntare su una maggiore coesione sociale e territoriale del Paese è un investimento che non da, è vero, risultati immediati, ma li da reali e duraturi. E’ pertanto roba da statisti. Lo capì infatti De Gasperi, impegnandosi a favorire l’emancipazione del sud Italia riformando settori quali i lavori pubblici, l’agricoltura, il fisco e la finanza, e riuscendo a convincere i rappresentanti dell’area settentrionale della convenienza di un armonico sviluppo del Paese.

E lo hanno capito in Germania dove, nel giro di soli venti anni, dalla riunificazione delle due Repubbliche tedesche in poi, i Governi che si sono succeduti hanno investito qualcosa come 1.500 miliardi di euro attuali sul progresso della Repubblica Democratica portandola a quasi gli stessi livelli di quella Federale, e garantendo così la potenza della Germania di oggi. E le due Germanie presentavano divari infrastrutturali, culturali ed economici simili a quelli che dividono la nostra Italia ormai da troppo tempo. Sia i governanti italiani degli anni ‘50 che quelli tedeschi degli anni ‘90 capirono insomma che, come recita un adagio, la forza di una catena è pari alla forza del suo anello più debole, e hanno agito sull’anello più debole per rafforzarlo. In questo senso, cambiare verso all’Italia significa anche e soprattutto questo.

Ossia ripartire da sud, metaforicamente dal basso, cioè da quelle situazioni sociali più deboli, che presentano scarti molto ampi tra le potenzialità che possiedono e i risultati che, con queste, riescono a ottenere. Al sud c’è infatti tanta energia umana virtuosa che costantemente opera e insiste seppur imbrigliata da condizioni sfavorevoli e demotivanti e su cui bisogna far leva con interventi appropriati, onde sprigionarne tutte le capacità.

Pensa solo a cosa potrebbe accadere se nelle regioni meridionali si abbassasse l’imposizione fiscale, (oggi più elevata che al nord nonostante i redditi più bassi); si facilitasse l’accesso al credito a privati e a imprese; si potenziassero le infrastrutture viarie e digitali; si connettesse efficacemente la formazione con il lavoro.

Te lo dico io cosa potrebbe accadere: sarebbe un fiorire di start-up e nuove aziende; quelle esistenti si riprenderebbero; molte imprese del settentrione inizierebbero a delocalizzare la produzione al sud (anziché in altri Paesi come fanno oggi) anche per la vicinanza ai mercati nordafricani e mediorientali; città e territori verrebbero riqualificati; consumi e competitività salirebbero rapidamente, comportando di fatto un nuovo miracolo economico e civile italiano.

E’ una grande occasione che spero non sottovaluterai.


 

L'elenco dei nuovi sedici consiglieri provinciali di Cosenza sotto la guida del neo presidente Mario Occhiuto.

Lista Calabria Futura

  • Francesco Giuseppe Bruno
  • Lino Di Nardo

Lista Nuova Provincia

  • Guido Serra
  • Nicola Tenuta

Lista Patto tra Comuni

  • Pietro Lucisano
  • Pasquale Lamboglia
  • Gioacchino Campolo
  • Lucantonio Nicoletti

Lista Insieme per la Provincia

    • Franco Pascarelli

 

Lista Italia del Meridione

    • Gianfranco Ramunco
    • Graziano Di Natale

 

Lista Provincia Democratica

    • Francesco Iacucci
    • Ferdinando Nociti
    • Pino Capalbo
    • Giuseppe Rizzo

 

Lista Laboratorio civico

  • Aldo Figliuzzi