(di Alberto DE LUCA)


“Le darò filo da torcere” è la frase che ha raggelato il clima rovente dell’ultimo Consiglio Comunale ed ha impietrito il Primo Cittadino di Bisignano. Nell’ultima Assemblea Consiliare, il destinatario del duro messaggio è apparso con lo sguardo perso nel vuoto, in un atteggiamento di riflessione e nel tentativo di alleviare il proprio arrovellamento interiore. Una tensione emotiva che aumentava sotto le parole “ostili” provenienti dalla bocca degli ex Assessori che venivano interdetti, a norma di regolamento, nell’esprimere la loro opinione sulle revoche Istituzionali messe in atto nei loro confronti.

Qualcuno ha parlato di “Consiglio da giallo” anche a riguardo degli avvenimenti “ambigui” che hanno caratterizzato l’ultimo Consiglio Comunale e riportati dalla cronaca giornalistica locale. In verità, i cittadini di Bisignano sono già abituati agli “Spettacoli Consiliari” offerti dall’Amministrazione e attraverso copioni da “Commedia tout court”.

Un “Teatrino Istituzionale” che tra annullamenti di cariche, riassegnazione d’incarichi, rinunce di deleghe, revoche di delibere, “manovre” per l’assegnazione di ruoli a esterni e lotte intestine al limite dell’accettabilità Democratica, hanno dimostrato tutta la fragilità dell’attuale Compagine Amministrativa e il fallimento del Progetto Politico che non ha generato né energia né cambiamento. 

“Non c’è peggior Dittatura di una falsa Democrazia” è l’altra frase pubblicata in rete da chi è costretta a subire la frusta autoritaria della Gestione Amministrativa bisignanese. Un disfacimento generale e Istituzionale che non riguarda solamente la perdita di pezzi della maggioranza, ma anche l’assetto Democratico e il benessere di tutti quei cittadini che non hanno visto alcun beneficio dall’azione di Governo in due anni di mandato.

Dal problema della depurazione e dell’inquinamento ambientale, “responsabile anche dell’innalzamento delle malattie tumorali”, alla mancanza d’interventi per avviare il tanto atteso processo di sviluppo economico del territorio, alla precarietà della rete stradale che in alcune zone è completamente divelta, anche a causa della totale assenza di manutenzione ordinaria e straordinaria, il Governo in carica sprofonda nelle continue lotte interne, negli intoppi burocratici e nelle faglie amministrative distruggenti.

Tutto ciò continua ad avere un impatto negativo su tutto il territorio comunale.  Basta visitare il centro abitato, percorrere le periferie del paese e soffermarsi nelle zone destinate allo sviluppo industriale, artigianale e agricolo per rendersi conto della desolante situazione e di ciò che ancora non si è neppure iniziato nonostante i comunicati positivi e propositivi da parte di chi difende il proprio Operato.

La mancanza d’infrastrutture e l’assenza di tutele amministrative amputano le gambe all’economia del paese, anche a quella più longeva che continua a produrre, pur di non soccombere alla concorrenza spietata di chi possiede più mezzi, più strutture e più risorse. A Bisignano, il lavoro scarseggia e chi ha bisogno di manodopera per la propria azienda, ancora non completamente fallita, non può permettersi contratti a tempo indeterminato ed è costretto ad agire nella provvisorietà e a determinare precarietà tra i lavoratori.

Nel paese dove tutto accade anche i consumi sono messi alla gogna. Il deserto persiste in ogni campo e i piccoli esercizi commerciali che sul territorio annaspano, denotano tutto il dramma che è in corso a Bisignano. Il generale clima di crisi pesa e non poco, ma con un Governo capace solamente di litigare e, dunque, inadatto ad amministrare, il baratro è inevitabile.

Oggi, una buona parte delle imprese bisignanesi, singoli agricoltori e piccoli artigiani, si ritrova senza nessun concreto appoggio o assistenza da parte delle Istituzioni locali. È inutile continuare a proferire che va tutto bene e che Bisignano è un paese da sogno, mentre in tutto il circondario si soffre per il peso dell’incertezza, della precarietà, dell’abbandono e per la presenza di un potere egocentrico che toglie anche la speranza ai più appassionati.

Si dice che il lavoro di squadra divide i compiti e moltiplica il successo, ma quando il potere è messo nelle mani di pochi o addirittura di un singolo elemento, si distrugge la Democrazia. Luciano De Crescenzo diceva che il potere non sazia, anzi è come una droga e richiede sempre dosi maggiori. Come a dire che “i Governanti quando difendono le loro buone ragioni, in realtà difendono in primo luogo se stessi, cioè il loro potere”.  A Bisignano, la corsa al potere, ha distrutto l’amicizia ed esacerbato gli animi dei cittadini, mancando completamente la garanzia Democratica.