(di Movimento AR Bisignano)


Il Movimento delle Agende Rosse “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino” di Bisignano, a seguito dell’operazione “Arsenico” della Procura di Cosenza che ha scoperchiato un sistema di smaltimento di rifiuti molto pericoloso qui a Bisignano, con conseguente sequestro del depuratore della ditta Consuleco e del depuratore comunale, anch’esso gestito dalla stessa ditta, con obbligo di dimora per l’amministratore ed il direttore generale e 12 dipendenti indagati per reato ambientale, prende posizione netta contro tali scempi dapprima all’ambiente e, inevitabilmente, alla salute di noi stessi, cittadini bisignanesi.

Abbiamo, di proposito, aspettato qualche giorno prima di fare comunicato (e non di prendere la chiarissima e scontata nostra posizione), per renderci conto di quali fossero gli stati d’animo della gente, le reazioni, le prese di responsabilità ed i provvedimenti. A malincuore abbiamo letto ciò che si dice in giro di noi bisignanesi, “popolo omertoso”, che sa e non parla. Non possiamo permettere che ci vengano dati determinati appellativi, anche se ammettiamo e, da Movimento antimafia, combattiamo contro un modo di fare sbagliato, cioè quello di allontanarci da determinate dinamiche e persone soltanto quando ci sia stato il terzo grado di giudizio, quanto invece dovremmo sentire il bisogno di respirare “il fresco profumo di libertà” anche quando semplicemente abbiamo dei presentimenti, dei sentito dire. Qualche mese fa, siamo entrati a scuola per parlare ai ragazzi di “ecomafia”, per educarli ad una coscienza civile e ad una conoscenza di ciò che purtroppo gli gira intorno, a spingerli a denunciare nel loro piccolo e, da grandi, a denunciare a gran voce questi “omicidi silenziosi” che avvengono nel silenzio generale. Sono “omicidi silenziosi” le troppe morti per tumori, per malattie rare, che non si inventa certo Madre Natura, o il buon Dio, come creder si voglia, ma sono soltanto frutto della mano dell’uomo, che troppo spesso non riesce a guardare oltre il suo naso.

Nel triste scenario di quel “fiume dei veleni”, che un tempo era il fiume Crati, abbiamo inghiottito un’altra amarezza, cioè la constatazione che ancora si voglia proteggere e tutelare l’improteggibile e l’intutelabile. Ancora a parlare con congiuntivi e condizionali, ancora ad aspettare che altri facciano le sentenze, che altri si prendano le responsabilità di “mettersi contro”, che altri. Paolo Borsellino sollecitava a non nasconderci dietro lo schema di una sentenza, che spesso tarda ad arrivare, ma a saper valutare autonomamente.

Se veramente si vuole fare qualcosa, la si può fare. Se veramente abbiamo coscienza pulita e mani libere dalle catene, con una dose di coraggio possiamo davvero cambiare questo terribile stato di cose in cui purtroppo versa la nostra Bisignano!

Ringraziamo le Forze dell’Ordine per aver dato una scossa a questa città, offrendo loro sempre la nostra pronta e reale collaborazione.

Facciamo un appello ai bisignanesi: RIBELLIAMOCI. Non dobbiamo permettere che da domani non se ne parli più, qui si parla della nostra salute. Se ci giriamo dall’altra parte, continueranno ad arricchirsi sulla nostra pelle e noi continueremo a morire senza nemmeno un colpevole.

Facciamo un appello ai nostri politici. Per una volta, mostriamo a Giovanni Falcone che si sbagliava quando diceva: “i giudici continueranno a lavorare e a sovraesporsi, i politici appariranno ai funerali proclamando unità d’intenti per risolvere questo problema e dopo pochi mesi saremo sempre punto e daccapo.”

Parliamo, facciamo, perché se saremo tanti, sopravviveremo!