(di Alberto DE LUCA)


Il pastore protestante, politico e attivista statunitense, capo dei diritti civili degli afroamericani e Nobel per la pace, affermava il bisogno di leader non innamorati del denaro e della pubblicità, ma della giustizia e dell’umanità. Martin Luther King aveva ben presente i concetti etici di libertà e soprattutto quelli concernenti l’educazione politica di condivisione di valori comuni e scelte di progresso.

La politica è il frutto delle azioni pubbliche di uomini liberi, cioè di soggetti che sono capaci di compiere “azioni libere e nell’interesse della collettività”. “Coloro che temono o disprezzano di agire in libertà e per varie ragioni diventano isolati o inefficaci, non sono uomini liberi”. Ciò che non è libero o non dimostra di avere la propria indipendenza decisionale, di solito, è destinato a perdere e nei casi migliori a indebolire la libertà e il concetto di Democrazia.

Un rappresentante istituzionale che “si fa consigliare, sbagliando e approvando strategie studiate da altri a tavolino, e senza sentire il parere degli altri membri di Giunta”, che “è manovrato e sempre pronto a dire di si a chi muove i fili”, “indeciso nel compiere azioni pubbliche libere”, “rappresenta un deludente riscontro, offerto da chi della politica ne fa una sterile ars oratoria, destrutturando i significati profondi e progressisti del termine politica”.

Il duro monito uscito dalla conferenza dei due ex assessori, contro l’Amministrazione, è inequivocabile. Nella sintesi dell’evento pubblico svoltosi a Bisignano nella giornata di ieri e a firma della redazione di un noto portale della città di Bisignano, è scritto, testualmente, quanto segue: “Secondo i due assessori, il sindaco sarebbe stato quindi 'ricattato' e, “a malincuore avrebbe dovuto firmare le revoche”. “Un burattino non solo delle persone interne, ma anche esterne alla maggioranza”.

Un’accusa bomba che lascerebbe spazio, anche a Bisignano, al problema “dell’educazione e quindi della libertà” (o delle libertà), di una condizione politica in cui non è possibile distinguere più la dimensione individuale da quella sociale. Una nuova scena, in cui “l’uomo educato alla politica” non è più quello del futuro o del cambiamento, artefice del proprio destino o di quello dei propri elettori, consapevole e straordinario demiurgo di un nuovo mondo, ma “un soggetto non completamente libero di scegliere e impedito nel posizionarsi nella società con dignità e senso civico”.

Un affondo pesantissimo quello messo in atto da parte dei due ex assessori comunali che nell’esprimere i loro malumori non hanno risparmiato nessuno, “e documenti alla mano, hanno voluto dimostrare le varie incongruenze sulle scelte fatte dal Sindaco e dalla sua Giunta: dalla casa di riposo, alla depurazione, per finire alle case popolari”.

Dopo gli atti d'accusa dei due Consiglieri, “ormai di opposizione”, si attendono le reazioni della maggioranza, mentre all’interno della nuova situazione politica bisignanese, qualcosa sta già cambiando, con “vecchi volponi” che approfittando della precaria situazione, intessono le nuove alleanze politiche in vista di eventuali elezioni anticipate. In tale contesto è bene che i cittadini si destino dal pericoloso torpore che li narcotizza, per evitare che “i disvalori presenti nella società attecchiscano con più facilità rispetto ai valori tradizionali” e sviluppino “alternanze di Governo o bubboni d’interesse, non completamente leciti”, difficili poi da estirpare.

Anche se per i tanti problemi quotidiani molte persone sono distratte dalla vita politica e pubblica, in molti casi le famiglie non sanno come arrivare alla fine del mese e non si possono dedicare attivamente ai progetti politici anche in via di definizione, la partecipazione alla politica della cittadinanza è d’obbligo poiché richiama i valori fondanti della Costituzione Italiana, della Democrazia, della Convivenza Civile, della Solidarietà e della Legalità.